Asti “Teatro Alfieri” 12.11.2011 ore 17:00 Mostra Fotografica

Mostra fotografica dell’evento organizzato da Eurossproject, workshop con i fotografi Alberto Buzzanca e Adolfo Valente.
Arte e moda fra gli antichi palazzi di Asti.
Stampa fotografica Fine Art su carta Canson Rag Photographique 310

    Sony Alpha A77: prime impressioni

    Avevo già avuto occasione di provare le precedenti Sony a specchio translucido SLT A33, A55 ed A35, ma la SLT A77 è tutta un’altra cosa.
    Lascio a riviste e siti specializzati i test MTF e quanto di più tecnico.
    Mi limito ad un test breve e di primo approccio (nuovo firmware 1.03) dopo una giornata di shooting affiancando questa nuova macchina alla mia Sony Alpha 850 (reflex pieno formato con stessa risoluzione ma con pentaprisma ottico).
    Il corpo macchina è solido e ben finito nonché compatto anche se da questo punto di vista trovo la mia A850 ancora superiore e giustamente il confronto dovrà farsi con la nuova full-frame che spero Sony presenterà entro la prima metà del 2012.
    Il mirino elettronico è semplicemente magnifico nonché utilissimo per impostare correzioni nell’esposizione e vedere in tempo reale come lo scatto verrà memorizzato ancor prima di premere l’otturatore.
    La ricchezza di informazioni che fornisce è esemplare, nessun mirino ottico permette quanto descritto indipendentemente dalla sua luminosità, ampiezza e fattore magnificativo (e da questo punto di vista l’A850 è al top). Lo stesso vale ovviamente per l’LCD grazie al live view continuo, peccato che la diversa tecnologia di matrice utilizzata per l’EVF e l’LCD crei problemi di coerenza cromatica fra quanto visto dall’uno o dall’altro. Il mirino OLED di questa Sony è unico nel suo genere infatti oltre all’elevatissima risoluzione la particolare matrice, diversa dalla tecnologia LCD/LED, annulla quasi completamente l’effetto scia che rendeva inutilizzabile la pur velocissima A55 in ambito sportivo.
    Il livello di magnificazione e fattore d’ingrandimento lo rendono per visuale superiore a qualunque mirino ottico APS-C anche delle top di gamma di casa Canon e Nikon e praticamente a livello di un mirino pieno formato.
    I contro? In ambienti scarsamente illuminati i colori desaturano e la grana data dal disturbo di amplificazione del segnale luminoso si fanno sentire, ma trovatevi nella stessa situazione con un mirino ottico e vi renderete conto come quest’ultimo sia ancora meno utilizzabile.
    Un “escamotage” che potrei suggerire è di impostare la macchina per scattare in raw+jpeg impostando il jpeg per il B/N: la visualizzazione migliora decisamente, per i colori ci penserete a posteriori dal file raw.
    L’articolato sistema di cerniere dell’LCD è funzionale ma fino ad un certo punto, avrei sicuramente preferito un sistema con ancoraggio laterale (stile serie G di Panasonic per intenderci). La risposta dell’autofocus è eccellente anche se il tracking di soggetti in movimento non sembra all’altezza di dirette concorrenti come la Nikon D7000 e Canon 7D, lo stesso dicasi per il bilanciamento automatico del bianco (specie nei confronti della Canon 7D).
    Il sistema di stabilizzazione sembra ancora più efficace rispetto alla mia A850 penso in virtù delle meccaniche in gioco molto più leggere.
    Ottima la scelta della batteria Sony la stessa delle A900/A850 della A700, anche se l’autonomia è scarsina grazie al consumo congiunto di LCD ed EVF.
    Il sistema di auto iso infine è decisamente più funzionale rispetto alla mia A850, ma ancora meglio sarebbe poter settare ISO max. in accoppiata con un tempo minimo di posa (tutto possibile con un agg.firmware).
    Per un prossimo aggiornamento firmware suggerirei: possibilità di visualizzare nel mirino elettronico sia la livella che l’istogramma magari potendo posizionare quest’ultimo dove preferiamo (Panasonic serie G), possibilità di escludere l’intervento di NR dai jpg mentre non mi è chiaro cosa accada sul RAW (se già non è così possibilità di escluderlo totalmente) o meglio ancora autonomia di settaggio del sistema NR sui file jpeg rispetto al raw.
    L’SLT A77 è un eccellente top di gamma nel formato APS-C suscettibile di notevoli miglioramenti grazie a semplici aggiornamenti firmware, ottima anche come secondo corpo per chi ha una A850/900 alla quale aggiungere funzionalità nuove (video, foto panoramiche etc).
    Piccolo appunto: ho testato i file raw a 3200iso della A77 e A850 fotografando una chart calibrata, è evidente che lo specchio traslucido sottraendo quel 30% di luce al sensore abbia il suo controvalore in un rumore decisamente superiore ad alti iso.
    In questi casi trovo inutile proporre corpi che possano arrivare a 25.000iso quando già a 3200 non sono di buon livello rispetto alla concorrenza. Ringrazio Sony Italia per avermi reso disponibile la macchina e spero di vedere la prossima full frame con tecnologia OLED sia per l’LCD che per l’EVF e sempre con slot a doppia scheda preferibilmente CF+SD/MS.

      GD Fine Art con Eurossproject !

      Per offrire un servizio di stampa fine art e non solo
      a tutti gli iscritti e partecipanti ai numerosi workshop organizzati da
      Eurossproject: www.eurossproject.com
      Una realtà dinamica e indipendente che realizza workshop fotografici nelle diverse specialità:
      ritratto, glamour, nudo artistico, still-life..
      Ogni workshop si avvale della collaborazione di fotografi Master, truccatrici e modelle professionisti.

        Fujifilm X100 è arrivata!

        Sigma con la DP1 è stato il primo brand fotografico a proporre un sensore APS-C in un corpo compatto con ottica fissa. Da qui in avanti abbiamo assistito allo sviluppo delle “mirrorless” ed altre che invece come Leica hanno seguito la strada della serie DP di Sigma con la poco fortunata X1 (sensore APS-C con ottica fissa f2.8 di 35mm).
        La Fujifilm ha più di ogni altra fatto suo un look retrò, molto elegante, associandolo ad una costruzione ben fatta con materiali di pregio.
        Ma ancora di più Fujifilm è riuscita a dare il massimo sfruttando la sua esperienza nei sensori reflex (l’ultima era la S5, nota per la sua gamma dinamica da record) ed associandola ad un’ottica 35mm f2 che ha messo in ombra quella della Leica X1.
        Certo €1000 non sono pochi per un corpo macchina con ottica fissa, ma DxO l’ha già promossa col massimo dei voti e nella sua categoria è ora il nuovo “benchmark”.
        Da notare la straordinaria intuizione di proporre un mirino ibrido che ha unito il meglio dei due mondi a seconda delle necessità: mirino elettronico (EVF) ed ottico selezionabili dall’utente ed entrambi con caratteristiche al top.
        Sigma aveva la possibilità di allargare molto la fascia di clienti ma non è mai stata in grado di investire abbastanza per proporre delle compatte (DP) e reflex (SD) con caratteristiche, sensore a parte, che si misurassero col mercato e la concorrenza.
        Il prezzo da poco ufficializzato della SD1, sembra quasi uno scherzo, peccato perchè sulla carta la SD1 poteva conquistare molti fotoamatori evoluti e professionisti della fotografia (sport a parte).

          Accessori molto utili e poco costosi…

          Segnalo due utilissimi strumenti, dai costi accessibili e dall’utilizzo semplice ed intuitivo.
          Il primo Spyder Lens Cal, si rivolge a tutti coloro che hanno un corpo macchina dotato di micro regolazione della messa a fuoco. Tramite una mira di calibrazione consente una perfetta taratura delle proprie ottiche AF col corpo macchina.
          Io ho tarato con questo sistema tutte le mie ottiche fisse e l’ho trovato molto efficace, i problemi di “front” e “back focus” non sono una novità ma fino a pochissimo tempo fa l’alternativa era quella di mandare corpo e ottiche in un centro specializzato, attendere parecchi giorni e pagare non poco per il servizio.
          Il secondo strumento che segnalo si chiama Expodisc, anche in questo caso l’uso è molto semplice, si pone davanti all’ottica si imposta la fotocamera per settaggio personalizzato del bilanciamento del bianco e il gioco è fatto.
          Si risparmia moltissimo tempo in post-produzione sia per chi lavora in raw sia per chi lavorando in jpeg ha possibilità molto limitate di intervenire a posteriori sul bilanciamento del bianco.
          Idealmente esistono diverse misure per adattarlo con dei clip all’obiettivo senza impegnare la filettatura dell’ottica, ma basta acquistarne uno per l’ottica col massimo diametro filtri in nostro possesso.

            Ottiche manuali di classe per Micro 4/3

            Una personale selezione di ottiche Voigtlander con attacco Leica-M da utlizzare su corpi micro 4/3 attraverso un adattatore (tranne una).
            Il Nokton 25mm f0.95 (attacco proprietario micro 4/3, ma senza chip), il Nokton 50mm f1.1 e l’Heliar Classic 75mm f1.8
            In comune queste ottiche hanno una costruzione meccanica eccelsa (tutto metallo: barilotto, attacco baionetta e ghiera di messa a fuoco), lenti asferiche, diaframmi a 9 o addirittura 10 lamelle, ed una ghiera di messa a fuoco fluida che permette regolazioni al millimetro.
            L’utilizzo su qualunque corpo micro 4/3 è molto semplice ed intuitivo.
            Potendo magnificare da LCD o EVF si possono prendere riferimenti molto precisi per la messa a fuoco per poi tornare a visualizzare la composizione reale e…scattare.
            In priorità di diaframmi (regolando l’apertura direttamente dalla ghiera dell’ottica) vedremo in tempo reale il variare della luce all’apertura o chiusura del diaframma mentre l’esposimetro funzionerà esattamente come se lavorassimo con ottiche originali AF.
            E poi non dimentichiamoci che su tutte le mirrorless abbiamo facoltà di visionare in tempo reale un utilissimo istogramma delle luci che ci fornisce ulteriori indicazioni per intervenire con sovra o sotto esposizione manuale.
            Queste splendide ottiche ci aiutano ad ottenere una limitata profondità di campo a tutto vantaggio dello sfuocato (“bokeh”) dato oltre che dall’apertura, dalle 9/10 lamelle del diaframma.
            Ricordo sempre a tutti che il fattore moltiplicativo di 2x del sensore Micro 4/3 oltre che sulla lunghezza focale si applica anche sulla relativa luminosità dell’ottica.
            Quindi un 50mm f1.1 equivale ad un 100mm f2.2 di una reflex pieno formato.

              “Cheap&Sharp”: focali fisse luminose a prezzi possibili

              Purtroppo la “moda” impostaci dalle case produttrici ci propone di continuo kit con mediocri zoom tuttofare i quali oltre ad avere una scarsa qualità ottica, non aiutano chi inizia nello studio della composizione.
              A seguire una selezione di ottiche fisse luminose per vari innesti (Canon, Nikon, Sony) che non alleggeriscono troppo il portafogli.
              Con queste ottiche si può lavorare in modo maggiormente creativo con la profondità di campo (DOF), ottenere immagini nitide e concentrarci maggiormente sullo studio della composizione.
              Peso e ingombro sono poi molto ridotti e nella filosofia “reflex” il bello è proprio cambiare le ottiche per sperimentare nuove prospettive.
              Il Canon EF 50mm f1.8 (copertura del pieno formato) ha un costo inferiore a €150, Il nuovissimo (in vendita da Giugno) Nikkor AF-S 50mm f1.8G (copre il pieno formato) e Nikkor AF-S 35mm f1.8G (per APS-C) passano di poco i €200.
              In casa Sony invece segnalo il DT 35mm f1.8 (per APS-C) in vendita a poco più di €200 e l’85mm f2.8 (copertura del pieno formato) che si trova a meno di €250

                REFLEX “muscolose” ma solo reflex

                La Sony Alpha 850 (reflex digitale pieno formato da 24mp) e la Sigma SD1 (dovrebbe uscire in autunno) possono nel loro genere considerarsi due puriste.

                Nessuna ha il sitema live-view o registra filmati in HD o Full-HD, puntano sulla massima qualità di ripresa fotografica seguendo strade diverse.

                Entrambe sono reflex digitali che metterebbero a proprio agio in poco tempo chi viene da sistemi reflex analogici (pellicola 35mm) Sony punta su un sensore pieno formato da quasi 25mp (file da 6048×4032), un corpo macchina professionale semi-tropicalizzato in magnesio, un sistema di stabilizzazione interna che rende ogni ottica del sistema Sony/Minolta stabilizzata, un eccellente mirino con pentaprisma ottico con copertura del 98% ed ingrandimento dello 0,74% ed infine un display lcd da 3″ con oltre 920.000 punti.

                Da segnalare l’efficenza proverbiale del sistema info lithium del pacco batteria Sony, anche in termini informativi d’autonomia residua ed il doppio slot di schede di memoria: CF & MS Pro Duo. Il sistema di messa fuoco con 9 punti AF e 10 invisibili ausiliari si è dimostrato, specie con l’aggiornamento firmware 2.0, molto preciso ed efficiente con apprezzabili doti di messa a fuoco anche in condizioni di luce molto scarsa.

                La Sigma SD1 punta su un sensore APS-C da oltre 15mp (file da 4800×3200) che però vengono moltiplicati per i 3 colori primari RGB che l’architettura Foveon legge al 100% senza bisogno di algoritmi di interpolazione colore necessari ai classici sensori Bayer. Corpo macchina sulla carta a livello della Sony Alpha850, schermo lcd da 3″ con la metà della risoluzione ed ottimo mirino con pentaprisma che copre la stessa percentuale di quello Sony ma il cui ingrandimento, seppur dello 0,95% non offre la stessa ampiezza e luminosità del mirino pieno formato Sony. I vantaggi del sistema Foveon (ho avuto la SD10 in passato) si traducono in una nitidezza irraggiungibile dai sensori bayer (sia per le proprietà del foveon di catturare nativamente il 100% dei 3 colori primari che per l’assenza del filtro antialiasing) ed effetto “moirè” praticamente invisibile. Il tallone d’Achille nei modelli precedenti sono sempre state le prestazioni ad iso medio-elevati (in questo caso anche la Sony non offre risultati al top), ed un sistema AF abbastanza datato, unitamente ad un corpo macchina non all’altezza. Vedremo se la SD1 avrà risolto questi problemi, offrendo anche una risoluzione molto più elevata rispetto ai precedenti modelli che dovrebbe essere paragonabile a sensori Bayer con 24/30mp.