Sigma con la DP1 è stato il primo brand fotografico a proporre un sensore APS-C in un corpo compatto con ottica fissa. Da qui in avanti abbiamo assistito allo sviluppo delle “mirrorless” ed altre che invece come Leica hanno seguito la strada della serie DP di Sigma con la poco fortunata X1 (sensore APS-C con ottica fissa f2.8 di 35mm).
La Fujifilm ha più di ogni altra fatto suo un look retrò, molto elegante, associandolo ad una costruzione ben fatta con materiali di pregio.
Ma ancora di più Fujifilm è riuscita a dare il massimo sfruttando la sua esperienza nei sensori reflex (l’ultima era la S5, nota per la sua gamma dinamica da record) ed associandola ad un’ottica 35mm f2 che ha messo in ombra quella della Leica X1.
Certo €1000 non sono pochi per un corpo macchina con ottica fissa, ma DxO l’ha già promossa col massimo dei voti e nella sua categoria è ora il nuovo “benchmark”.
Da notare la straordinaria intuizione di proporre un mirino ibrido che ha unito il meglio dei due mondi a seconda delle necessità: mirino elettronico (EVF) ed ottico selezionabili dall’utente ed entrambi con caratteristiche al top.
Sigma aveva la possibilità di allargare molto la fascia di clienti ma non è mai stata in grado di investire abbastanza per proporre delle compatte (DP) e reflex (SD) con caratteristiche, sensore a parte, che si misurassero col mercato e la concorrenza.
Il prezzo da poco ufficializzato della SD1, sembra quasi uno scherzo, peccato perchè sulla carta la SD1 poteva conquistare molti fotoamatori evoluti e professionisti della fotografia (sport a parte).