Un’altra mostra, con stampe fine art da me curate. Evento realizzato col patrocinio del Comune di Milano e Regione Lombardia. Ringrazio l’autore: fotografo, giornalista e docente universitario Matteo Ceschi.

MATTEO CESCHI
ALL THE WORLD’S A STAGE
One Night Exhibition
a cura di Loretta Valtz Mannucci con Federico Ramponi
13 settembre 2015, ore 18 – Teatro LabArca, via Marco d’Oggiono 1, Milano

Evento speciale di una serata che apre la rassegna teatrale EXPOinbArca inserita nel circuito della manifestazioni culturali di EXPOinCITTÀ.
I 9 scatti del fotografo e giornalista Matteo Ceschi – catturati in alcune delle città italiane di più longeva tradizione teatrale e a Londra e Parigi, palcoscenici dei trionfi di molti attori e commediografi nostrani – si legano attraverso il titolo di ispirazione shakespeariana agli spettacoli ideati per l’occasione da LabArca di Anna Bonel, spettacoli che vedranno protagonista anche Enrico Bonavera. Il concept della mostra è affidato a Loretta Valtz Mannucci, professore universitario di Letteratura inglese e di Storia degli Stati Uniti, nota al grande pubblico per le sue collaborazioni con Radio Popolare e col Piccolo Teatro di Milano, che ha voluto abbinare a ciascuno scatto versi estrapolati dalle principali opere di William Shakespeare. La affianca il creativo Federico Ramponi.
Ad aumentare l’atmosfera partecipativa e un po’ da tournée teatrale, l’esibizione della giovane formazione folk-jazz-roots Eliconturbo Folk Ensemble.
All the world’s a stage/And all men and women merely players;/They have their exits and their entrances,/And one man in his time plays many parts (William Shakespeare, As You Like It: Act 2, Scene 7).
Matteo Ceschi allestisce un teatro nella mente di ogni persona che guarda le sue foto. Propone racconti del momento che passa. Ancorati, ma liberi. Evanescenti. Aperti alla Ragione, al gioco di intuizione e razionalità.
I precedenti sono tanti, nella cultura “alta” come in quella “bassa”, in secoli di tableaux vivants, di tuguri contadini medievali e sale da pranzo settecentesche straripanti di cristalli e porcellane, ricostruiti in musei, sulle scene, nei film degli anni Trenta come in Downton Abbey. Le cere di M.me Tussaud, i modellini degli scolari. Teatro della mente. Tarocchi distribuiti, interpretati, mescolati per centinaia di anni dal Primo ministro come dall’operaia. Ogni figura, un mondo di storie individuali. Reale e irreale come la vita. (Loretta Valtz Mannucci).

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