La Sony Alpha 850 (reflex digitale pieno formato da 24mp) e la Sigma SD1 (dovrebbe uscire in autunno) possono nel loro genere considerarsi due puriste.

Nessuna ha il sitema live-view o registra filmati in HD o Full-HD, puntano sulla massima qualità di ripresa fotografica seguendo strade diverse.

Entrambe sono reflex digitali che metterebbero a proprio agio in poco tempo chi viene da sistemi reflex analogici (pellicola 35mm)
Sony punta su un sensore pieno formato da quasi 25mp (file da 6048×4032), un corpo macchina professionale semi-tropicalizzato in magnesio, un sistema di stabilizzazione interna che rende ogni ottica del sistema Sony/Minolta stabilizzata, un eccellente mirino con pentaprisma ottico con copertura del 98% ed ingrandimento dello 0,74% ed infine un display lcd da 3″ con oltre 920.000 punti.

Da segnalare l’efficenza proverbiale del sistema info lithium del pacco batteria Sony, anche in termini informativi d’autonomia residua ed il doppio slot di schede di memoria: CF & MS Pro Duo. Il sistema di messa fuoco con 9 punti AF e 10 invisibili ausiliari si è dimostrato, specie con l’aggiornamento firmware 2.0, molto preciso ed efficiente con apprezzabili doti di messa a fuoco anche in condizioni di luce molto scarsa.

La Sigma SD1 punta su un sensore APS-C da oltre 15mp (file da 4800×3200) che però vengono moltiplicati per i 3 colori primari RGB che l’architettura Foveon legge al 100% senza bisogno di algoritmi di interpolazione colore necessari ai classici sensori Bayer. Corpo macchina sulla carta a livello della Sony Alpha850, schermo lcd da 3″ con la metà della risoluzione ed ottimo mirino con pentaprisma che copre la stessa percentuale di quello Sony ma il cui ingrandimento, seppur dello 0,95% non offre la stessa ampiezza e luminosità del mirino pieno formato Sony. I vantaggi del sistema Foveon (ho avuto la SD10 in passato) si traducono in una nitidezza irraggiungibile dai sensori bayer (sia per le proprietà del foveon di catturare nativamente il 100% dei 3 colori primari che per l’assenza del filtro antialiasing) ed effetto “moirè” praticamente invisibile. Il tallone d’Achille nei modelli precedenti sono sempre state le prestazioni ad iso medio-elevati (in questo caso anche la Sony non offre risultati al top), ed un sistema AF abbastanza datato, unitamente ad un corpo macchina non all’altezza. Vedremo se la SD1 avrà risolto questi problemi, offrendo anche una risoluzione molto più elevata rispetto ai precedenti modelli che dovrebbe essere paragonabile a sensori Bayer con 24/30mp.